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Christian Clay è un pornoattore italiano attivo dal 2001, con una carriera straordinaria che attraversa oltre vent’anni di porno: ha girato più di 1700 scene, vinto 5 AVN Awards e diversi XMA Europa Awards – tra cui il premio di Male Performer of The Year 2024 – lavorato con le produzioni più prestigiose al mondo come Brazzers, Tushy e Vixen. La sua storia attraversa tre ere del settore: è partito nel periodo VHS e DVD lavorando con Riccardo Schicchi e Rocco Siffredi, è passato nel primo periodo di digitalizzazione sbarcando anche negli Stati Uniti, e si trova ora nell’era delle content creator.

Ospite al PRN Podcast, Christian Clay ha raccontato il suo percorso di esordio, rivelando come tutto sia iniziato per puro caso e come quello che doveva essere un semplice divertimento si sia trasformato in una carriera di livello internazionale.

Un esordio casuale con Riccardo Schicchi

Prima di entrare nel mondo del porno, Christian aveva tutt’altra vita: “Sono figlio di commercianti, lavoravo con i miei genitori in diverse attività commerciali.” L’idea di fare porno non era minimamente nei suoi pensieri: “Non sono mai stato un fan del porno, quindi mi reputo una persona normalissima. Non è mai stato un mio obiettivo fare l’attore porno, non è mai stato nei miei pensieri.”

L’esordio è avvenuto nel 2000, quando Christian Clay aveva solo 20 anni, in modo del tutto inaspettato: “C’era questa mia reputazione. All’epoca non c’era internet, non c’erano i telefonini, quindi era proprio un passaparola. Si parlava delle dimensioni del mio pene nel quartiere, nella zona, e un amico mi disse che c’era questo provino di Riccardo Schicchi a Roma.”

Christian Clay si recò al provino senza alcuna reale intenzione: “Andai lì per sfizio, per curiosità. Arrivo a questo provino in un teatro a Roma. Per farla breve, non lo stavo neanche facendo perché vidi che all’epoca Schicchi organizzava questi provini semplicemente per girare gratis con le persone. Pagava le ragazze e faceva questi finti provini per avere contenuti senza pagare gli attori. Vidi questa cosa che non mi piaceva e me ne stavo andando.”

Il destino è intervenuto proprio quando Christian stava per abbandonare il teatro: “Mentre stavo andando via ho incontrato un amico di vecchia data che stava facendo anche lui il provino e gli ho detto ‘Che ci fai qui?’ Mi disse ‘Ho conosciuto Eva Henger a Bologna, mi hanno parlato di questo provino e sono venuto a farlo’. Lui mi convinse a restare e da lì è stato tutto destino.”

Quella che doveva essere una semplice esperienza si è trasformata in qualcosa di completamente diverso. Christian Clay ha continuato a lavorare come commerciante per 5-6 anni in parallelo al porno, ma la sua motivazione era puramente legata al piacere: “Diciamo la verità, a chi non piace il sesso? Per me era solo sesso puro. Ero un ragazzo di 20 anni, vedevo delle ragazze bellissime.”

La chiave della sua longevità sta proprio nell’approccio con cui ha affrontato i primi anni: “I primi anni l’ho fatto con molta leggerezza, veramente per divertimento, non era un lavoro per me. Farlo come lavoro, come lo sto facendo negli ultimi 12-13 anni, è veramente impegnativo. I primi anni erano spensierati, andavo lì, facevo sesso, mi pagavano, non me ne fregava niente dei soldi. Era veramente per divertimento.”

Economicamente non aveva nemmeno bisogno: “Guadagnavo abbastanza bene con il lavoro da commerciante, quindi i soldi che facevo col porno li spendevo il giorno dopo perché erano soldi in più. Poi quando ho visto che le produzioni cominciavano a chiamarmi continuamente ho detto: Ok, ho la possibilità di viaggiare, di fare sesso, di guadagnare, lascio tutto e mi dedico a questo.”

La svolta di Christian Clay con Rocco Siffredi

Il vero salto professionale è arrivato lavorando con Rocco Siffredi, anche se inizialmente Christian era titubante: “Ho cominciato a lavorare con Rocco dopo 3-4 anni che facevo già carriera, perché tutti mi dicevano ‘Guarda che andare con Rocco è difficile, devi stare ore intere sul set’. Io rispondevo: ma io mi devo divertire, non mi devo stressare, deve essere piacevole.”

Ma quando ha accettato, tutto è cambiato: “Ho aspettato 4 anni finché Rocco non ha insistito e ho cominciato a lavorare con lui. Meno male, perché da gioco è diventata una professione grazie a lui. Devo tutta la mia carriera a Rocco, che mi ha insegnato tante cose, come gestire le situazioni sul set. Lavorare per Rocco era veramente difficile. Oggi con la chimica forse è più facile, ma quando non c’era bisognava essere un fenomeno, un vero talento.”

L’approdo negli Stati Uniti con Vixen e Tushy

Il riconoscimento internazionale è arrivato quando Greg Lansky, fondatore di Vixen e Tushy, lo ha voluto personalmente: “Mi chiamò e mi disse ‘Sento parlare di te, vorrei farti venire qui a Los Angeles’. Io ero un po’ stupito e dissi ‘Non mi reputavo un talento da far volare in America’. Lui rispose ‘No, no, ho bisogno proprio di te. Quant’è il tuo cachet?’ Gli dissi la cifra e lui disse ‘Ti do il doppio. Vieni un mese e ti faccio fare 20 scene’. Sono andato, poi sono rimasto due mesi perché mi ha triplicato il cachet per non farmi ripartire.”

L’esperienza americana ha consolidato la sua carriera: “Lui ha chiesto espressamente che io fossi in tutte le produzioni che facevano in Europa. Tushy e Vixen mi hanno messo in vetrina, anche se prima Rocco mi aveva già messo in vetrina quando ho cominciato a lavorare con lui.”

Per scoprire altri dettagli sul percorso di Christian Clay, la sua visione sull’evoluzione del porno e le differenze tra il settore degli anni 2000 e quello odierno, vi invitiamo a recuperare la puntata completa del PRN Podcast con lui ospite. Clicca qui per ascoltarla.