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Per il secondo anno consecutivo PornHub allarga il suo report sul Pride Month oltre gli Stati Uniti, con dati dedicati a Europa e Italia. Dopo aver raccontato le abitudini degli italiani sulla piattaforma e le classifiche globali, torniamo su questo terreno con i Pride Insights 2026, che portano diversi cambiamenti rispetto all’edizione dello scorso anno.

Il dato che colpisce di più riguarda il pubblico: uomini e donne guardano contenuti gay ormai quasi nella stessa misura. A questo si aggiungono il ritorno prepotente del Twink come categoria dominante nel mondo, un ribaltamento nelle preferenze per fascia d’età e un’Italia che, a livello regionale, mostra differenze molto meno marcate rispetto al 2025.

Il ritorno del Twink: la mappa mondiale delle categorie

Se l’anno scorso la mappa mondiale raccontava una grande varietà di gusti, il 2026 cambia scenario. La categoria Twink domina gran parte del pianeta: Canada, buona parte del Sud America, la maggioranza dei paesi europei, tutta la Russia e ampie zone del Nord Africa.

Restano alcune isole di preferenze diverse. Il Black si impone negli Stati Uniti e in diversi paesi africani, mentre la Groenlandia si distingue per il Big Dick e il Giappone per la categoria Japanese. Rispetto al 2025 il quadro si semplifica: dodici mesi fa il Canada premiava il Big Dick e il Nord America virava sul Bareback, mentre ora il Twink allarga la sua influenza fino a diventare la categoria di riferimento su scala globale.

Le ricerche del Pride Month

Durante il mese del Pride, il termine più cercato a livello globale è “femboy”, con un margine ampio sugli altri. Non si tratta di una novità: “femboy” guidava anche le ricerche gay del Year in Review 2025, a conferma di un interesse ormai stabile.

Al secondo posto segue “twink”, in linea con il dominio della categoria omonima. Più in basso i gusti si allargano, con “anime” al terzo posto e “straight guys first time” al quarto.

Le donne quasi al 50% del pubblico

Il consumo di contenuti gay non è più appannaggio del pubblico maschile. Nel 2026 gli uomini rappresentano il 50,3% degli spettatori, le donne il 49,7%. La quasi parità arriva al termine di una crescita costante: le donne erano il 43% nel 2024, il 47% nel 2025 e sfiorano ora la metà del totale.

Il fenomeno si inserisce in un trend più ampio. Sull’insieme dei contenuti PornHub, le donne costituiscono circa il 38% del pubblico globale, ma nella pornografia gay la loro presenza è nettamente superiore. La categoria diventa sempre più uno spazio trasversale, dove le tradizionali distinzioni di target perdono di significato.

Il paradosso demografico: giovani e over 65 in testa

La distribuzione per età riserva la sorpresa più interessante. La fascia 18-24 anni guida con il 31% degli spettatori, seguita dai 25-34 anni al 20%, dai 35-44 al 15%, dai 45-54 al 13%, dai 55-64 al 12% e dagli over 65 al 9%.

Il quadro cambia però guardando alla popolarità relativa, cioè a quanto ciascuna fascia consuma questi contenuti rispetto alla propria presenza sulla piattaforma. Qui emerge una curva a U: sono i più giovani e i più anziani a mostrare la propensione maggiore. Gli over 65 risultano +26,3% più propensi degli altri a guardare contenuti gay, i 55-64 anni +15,6% e i 18-24 anni +9,5%. Le fasce centrali restano invece sotto la media, con i 35-44 a -15,8%, i 25-34 a -10,3% e i 45-54 a -7,2%.

Il confronto con il 2025 rende il ribaltamento ancora più evidente. Un anno fa i 18-24 anni erano sotto la media (-4%), mentre ora sono in territorio positivo. I 45-54 anni, al contrario, erano sopra la media (+7%) e oggi scendono a -7,2%. Gli over 65 restano la fascia più sopra la media, ma con uno scarto meno estremo rispetto al +39% registrato lo scorso anno.

I gusti generazione per generazione

Scendendo nel dettaglio delle categorie preferite da ogni fascia d’età, il report fotografa preferenze molto diverse tra loro. I 18-24 anni si distinguono per la categoria Cartoon (+267% rispetto alle altre fasce), un ritorno di interesse dopo un 2025 in cui il gruppo era orientato soprattutto su Tattooed Men e Military.

Salendo con l’età, i 25-34 anni privilegiano il Group (+72%), i 35-44 il Black (+60%) e i 45-54 l’Amateur (+96%). Le fasce più mature mostrano invece scarti percentuali molto ampi: i 55-64 anni guardano Cumshot +319% e Mature +249% più delle altre generazioni, mentre gli over 65 si concentrano su Vintage (+29%) e Twink (+24%).

I performer più visti: Tyler Wu al primo posto

La classifica mondiale dei performer più visti dal pubblico gay cambia vertice. Tyler Wu conquista la prima posizione, togliendo lo scettro a Malik Delgaty, numero uno dello scorso anno e ora quarto. Al secondo posto sale Ethan Lestray, seguito da Legrand Wolf.

Come nel 2025, la classifica include anche alcuni performer etero o bisessuali, segnalati nel grafico con un asterisco. La loro presenza tra i più visti dal pubblico gay racconta un appeal che supera l’orientamento dichiarato e premia la riconoscibilità del singolo performer.

L’Italia nel mosaico europeo

L’Europa resta un continente frammentato, in cui ogni paese esprime una preferenza relativa diversa dai vicini. L‘Italia, insieme ai Paesi Bassi, si distingue per la categoria Euro, scegliendo di rimanere su contenuti dal sapore locale. Rispetto al 2025, quando la categoria di riferimento era Blowjob, il gusto italiano si sposta quindi verso una definizione più geografica e identitaria.

Attorno all’Italia i vicini seguono strade proprie. La Spagna predilige il Latino, mentre Portogallo, Grecia e Cipro si ritrovano sugli Hunks. La Germania e la Svizzera puntano sul Solo Male, il Regno Unito sul Military e l’Irlanda sul Daddy. Più a est, Norvegia e Finlandia condividono l’interesse per la categoria Asian, mentre Croazia e Serbia scelgono il Bear.

Le regioni italiane: le differenze si assottigliano

L’analisi regionale italiana segna il cambiamento forse più netto rispetto al 2025. Il Molise resta la regione che guarda più contenuti gay rispetto alla media nazionale, ma con un +18% lontanissimo dal +94% dello scorso anno. Seguono Sardegna (+13%), Lombardia (+9%), Calabria (+7%) e le coppie Umbria-Lazio (+6%).

All’estremo opposto si collocano Basilicata (-20%), Trentino-Alto Adige (-16%) e Marche (-12%). Il confronto con il 2025 mostra come la forbice tra regioni si sia ridotta in modo evidente: dodici mesi fa la Valle d’Aosta toccava il -68%, mentre ora si ferma a -10%. Le preferenze regionali, insomma, tendono a uniformarsi.

Resta invece marcata la varietà quando si guarda alle categorie relative di ogni regione, dove ciascun territorio mostra un’inclinazione tutta sua. Il Molise spicca per il POV (+284% secondo l’infografica ufficiale, +285% nel comunicato), lo scarto più alto in assoluto, seguito dalla Valle d’Aosta con i Tattooed Men (+224%) e dalla Basilicata con il College (+178%). Percentuali importanti anche per il Friuli-Venezia Giulia con Japanese (+176%), le Marche con Military (+173%) e la Sardegna con Latino (+171%).

Il quadro si completa scorrendo il resto della penisola. La Liguria predilige il Cumshot (+144%), l’Umbria la Reality (+140%) e l’Abruzzo il Chubby (+129%), mentre la Campania si distingue per la Virtual Reality (+121%) e il Trentino-Alto Adige per l’Uncut (+113%). Più contenuti gli scarti al Nord: la Lombardia guida sul Gaming (+25%) e il Veneto sul Solo Male (+47%), segno di preferenze meno estreme rispetto alle regioni più piccole.

C’è però un dettaglio che va nella direzione opposta rispetto alle proporzioni di visione. Se nel quanto le regioni si stanno uniformando, nel cosa guardano restano volatili: rispetto al 2025 quasi ogni territorio ha cambiato categoria di riferimento. La Sardegna è passata dal Solo Male al Latino, la Toscana dal College agli Hunks (+116%), il Trentino-Alto Adige dalla Virtual Reality all’Uncut. Un segnale di gusti locali ancora in movimento, anno dopo anno.

Un pubblico che cambia volto

I Pride Insights 2026 restituiscono l’immagine di un consumo di contenuti gay sempre più ampio e trasversale. La quasi parità di genere tra spettatori, la curva demografica che premia giovani e over 65 e il dominio del Twink su scala mondiale raccontano un pubblico in evoluzione. In Italia, il dato più interessante è l’assottigliarsi delle differenze regionali, segnale di abitudini che tendono a somigliarsi da nord a sud.

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