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Dai club di Las Vegas e dell’Alaska ai palchi italiani. Il viaggio di Ella Reese, pornostar americana, fa tappa in Italia con una lunga tournée nei locali di tutto il paese firmata Moastar Agency.

Originaria di Appleton nel Wisconsin, Ella ha alle spalle un percorso che parte da lontano. Prima del porno era una spogliarellista, con una tecnica di pole dance costruita interamente da autodidatta. Nel settore adult è entrata quasi per caso, passando dai GayVN Awards e dalle amiche che già ci lavoravano, per poi costruirsi una carriera con produzioni di primo piano come Wicked – con cui ha girato la sua prima grande produzione accanto a Seth Gamble – e Blacked.

Il legame con l’Italia nasce nel maggio 2026, quando vola a Preganziol per i DSN Awards e porta a casa il riconoscimento come International Perfect Body. È in quell’occasione che conosce Gianluca Lardi, direttore di Moastar, ed è lì che si innamora del nostro paese. Il resto viene da sé: pochi mesi dopo eccola di ritorno, questa volta per salire sul palco.

C’è però un dettaglio che rende questa tournée speciale. Nonostante gli anni passati a ballare nei club americani, Ella non ha mai fatto la guest, e proprio dall’Italia parte questo capitolo nuovo della sua carriera. Un tour fitto di date – dal New 1000 Lire di Preganziol all’Excelsior di Firenze, dal Playgirl di Piacenza al Lolita di Reggio Emilia – che poi si allarga oltreconfine fino a Berlino e Zurigo.

In questa intervista esclusiva, in collaborazione con Moastar Agency, Ella Reese ci racconta il suo viaggio dai club statunitensi ai palchi europei, cosa significa passare dallo schermo al contatto diretto con il pubblico, come si prepara a una maratona di serate lontana da casa e perché, nel 2026, è ancora convinta che dal vivo sia tutto migliore.

Il pubblico italiano ti aspetta dal vivo: come ti racconteresti a chi ti incontrerà per la prima volta su un palco?

Sono solo la ragazza della porta accanto che, non so bene come, si è ritrovata su un palco in Italia. Non fingo di essere ciò che non sono: quello che vedete è quello che sono davvero. Sono qui soltanto per divertirmi con voi.

Hai imparato la pole dance da autodidatta: quanto quella gavetta ha formato la performer di oggi?

Sinceramente, tantissimo! Ho imparato sbagliando un sacco, facendoci una risata sopra e riprovando. Mi ha insegnato a non prendermi troppo sul serio, ed è la stessa leggerezza che mi porto sul palco.

Lo strip club americano e il live show italiano sono due mondi diversi: cosa ti aspetti di trovare di diverso sul palco qui?

La differenza più grande sarà non avere la ringhiera delle mance attorno al palco: negli Stati Uniti è lì che nasce buona parte del divertimento e dell’interazione con tutti quelli intorno a te. Ma sono sicura che troverò il mio modo di gestirla.

Per te il palco è un ritorno alle origini: ti senti più a casa davanti al pubblico dal vivo o davanti alla telecamera?

Dal vivo, senza dubbio! Mi sento molto più a mio agio faccia a faccia con le persone, soprattutto quando posso reagire alla loro energia e rilanciarla.

Da ragazza guardavi le performer che giravano i club in tournée e volevi essere come loro. Adesso la guest che arriva da fuori sei tu, che effetto fa aver chiuso il cerchio?

È surreale. Da ragazza guardavo le guest che passavano nei nostri club e pensavo che fossero fortissime, e adesso quella che arriva in aereo sono io. È davvero come chiudere un cerchio.

A maggio eri in Italia ai DSN Awards, dove hai vinto l’International Perfect Body: cosa ha significato quel riconoscimento e che impressione ti eri fatta dell’Italia e della sua scena adult?

Ha significato molto per me. Che l’Italia si accorgesse di me in quel modo è stato bellissimo, e tornare adesso rende tutto ancora più dolce. Mi sono divertita davvero tanto: erano tutti accoglienti e simpatici, e ho potuto sentire quanto amore ci sia in Italia per questo settore.

Come è nata la collaborazione con Moastar e con Gianluca, e cosa ti ha convinta a dire sì a un tour dal vivo in Italia?

Ho conosciuto Gianluca lo scorso maggio ai DSN Awards, ce lo ha presentato Massimo, ed è scattata subito la sintonia. Per me è stato un sì facile: mi sono innamorata dell’Italia e volevo davvero l’occasione di vederne di più. E poi era da un po’ che volevo iniziare a fare la guest nei locali, e questo mi è sembrato il posto perfetto da cui cominciare.

Quali sono le date e i locali del tour? Dove potranno vederti i fan nei prossimi mesi?

Ci sono così tante date che non so se riesco a ricordarle tutte! Sarò al New 1000 Lire di Preganziol il 2 ottobre, all’Excelsior di Firenze il 3, al Playgirl di Piacenza il 10, al Lolita di Reggio Emilia il 17, al Venus di Berlino il 22, al Teatro di Zurigo il 23 e il 24 e al Break Beer di Mantova il 31. E poi sarò sui set in mezza Europa: Italia, Ungheria, Repubblica Ceca e Spagna.

Dici che la tua arma non è il dirty talk ma lo sguardo, il contatto visivo, la fisicità. In un live show davanti a un pubblico italiano, dove la lingua è una barriera, questo diventa il tuo asso?

Sì, assolutamente. Non mi sono mai affidata alle parole: sono fatta per il lato fisico della performance.

Vieni da un mercato dove è tutto a portata di click e molti tuoi fan finora ti hanno vista solo attraverso uno schermo. Perché, nel 2026, la gente sceglie ancora di venirti a vedere di persona, e cosa cambia quando vi trovate a pochi metri di distanza?

Online lo guardi e basta. Dal vivo, invece, ne fai parte, ed è un tipo di connessione completamente diverso. E onestamente, di persona è tutto migliore: nessuno schermo può sostituirlo.

Una cosa è una scena, un’altra è un tour di più serate in giro per l’Italia: come ti prepari, fisicamente e mentalmente, a una maratona del genere?

Dietro ogni serata c’è tanta preparazione: devono reggere sia il corpo che la mente. C’è molto lavoro dietro le quinte.

Il pubblico dei live italiani è caloroso e diretto: come immagini l’interazione da guest straniera della serata?

Sarà molto divertente, perché io sono molto divertente, e credo che la mia energia si incastrerà alla perfezione con la loro.

Cosa vuoi assolutamente provare o vedere in Italia, fuori dal palco?

Mi piacerebbe esplorare un po’: ho sempre voluto vedere Roma, Napoli e Milano.

Cosa speri che questo tour ti lasci e come vedi il tuo equilibrio futuro tra il lavoro sul set e gli show dal vivo?

Un tour come questo è esattamente la palestra che mi serve per diventare la miglior performer dal vivo possibile. Ho tanta esperienza sui set, ma non ancora in Europa, quindi non vedo l’ora di scoprire com’è. E non ho nessuna esperienza come guest nei locali, quindi è un ambito tutto nuovo in cui non vedo l’ora di crescere: sono tante esperienze nuove tutte insieme, ma sono carichissima.

Dove ti immagini tra qualche anno?

A costruire una famiglia con qualcuno che amo: è lì che mi immagino.

Ringraziamo Ella Reese per la disponibilità e per l’entusiasmo con cui ci ha aperto le porte del suo primo tour europeo. Chi volesse vederla dal vivo ha solo l’imbarazzo della scelta: il calendario delle serate la porterà in alcuni dei migliori locali d’Italia – da Preganziol a Firenze, da Piacenza a Reggio Emilia, fino a Mantova – per poi proseguire oltre confine a Berlino e Zurigo.

Tutte le date e gli aggiornamenti sono disponibili attraverso i canali di Moastar e sul profilo Instagram della performer, dove Ella Reese condivide anche i dietro le quinte del suo viaggio italiano. Un’occasione rara per incontrare da vicino una delle nuove voci del panorama internazionale, proprio nel momento in cui sceglie l’Italia come punto di partenza.