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C’è stato un momento in cui, sui social italiani, era difficile non imbattersi nel suo nome. Il Calippo Tour, il tour di cui era tra le protagoniste, è stato uno dei fenomeni più discussi degli ultimi anni, capace di uscire dai confini del mondo adult e di arrivare, tra curiosità e polemiche, fino alla stampa generalista. In pochi mesi ha reso Paolina un volto noto a milioni di persone, pur facendo lei questo lavoro già da un paio d’anni, lontano da quel genere di clamore.

Oggi Paolina guarda a quel periodo da una certa distanza. Fuori dai social, racconta, è una persona tranquilla e riservata, legata alla famiglia e alla sua routine, che preferisce poche persone di qualità intorno a sé, e che la sua quotidianità la condivide con chi la segue su Instagram e sul suo OnlyFans. E soprattutto dice di essere cambiata: più adulta, più consapevole, con la voglia di essere conosciuta per quello che è davvero e non per l’immagine che il web le ha cucito addosso. È un percorso che passa anche dai capitoli più delicati della sua storia, compreso quello della gravidanza, su cui ammette oggi di aver sbagliato a scherzare.

L’abbiamo intervistata in esclusiva per farci raccontare questo passaggio: come ha vissuto la viralità, cosa rifarebbe e cosa no, come guarda alle ragazze che intraprendono oggi la sua stessa strada, e dove vuole portare il suo lavoro da qui in avanti.

Il Calippo Tour ti ha fatta conoscere a milioni di persone. Te l’aspettavi un impatto del genere?

No, sinceramente non mi aspettavo un impatto del genere. Per me era un format che mi portava dei guadagni, quindi lo vivevo principalmente da dentro e lo vedevo in modo completamente diverso. Solo dopo essere uscita da quel contesto ho capito davvero perché avesse avuto un impatto così forte sulle persone e quanto, visto da fuori, fosse una cosa abbastanza esagerata.

Dall’interno del settore certe cose fanno meno effetto, ma fuori quel progetto ha scatenato un clamore enorme, tra curiosità e polemiche. Come hai vissuto quell’attenzione tutta insieme?

È stato un periodo molto particolare. All’inizio mi ha sorpresa vedere così tante persone avere un’opinione su di me senza conoscermi. Online c’era tantissima critica, mentre nella vita reale ricevevo molto più supporto di quanto mi aspettassi. Alla fine ho imparato a prendere entrambe le cose con leggerezza e, lo ammetto, un po’ di attenzione mi piaceva.

Quando ti sei trovata al centro delle critiche, cosa ti ha ferita davvero e cosa invece ti è scivolato addosso?

Sinceramente non mi sono sentita particolarmente ferita. Facevo già questo lavoro da quasi due anni, quindi ero abbastanza abituata alle critiche. Anzi, alcune erano talmente assurde che spesso leggevo i commenti e mi mettevo a ridere. Sapevo che stavano criticando un personaggio creato sui social, che non rappresentava al 100% me, quindi riuscivo a prenderle con molta leggerezza.

Guardandoti indietro, c’è qualcosa di quel periodo che faresti diversamente?

Io rifarei tutto il mio percorso, ma con molta più calma. Eviterei alcune cose troppo esagerate che ho fatto, perché oggi penso che, con impegno e costanza, si possano raggiungere comunque grandi risultati senza dover svendere se stessi, come ho fatto io in alcuni momenti.

Come ti senti oggi rispetto a quel capitolo: è una cosa che rivendichi, con cui hai fatto pace, o che ti sei lasciata alle spalle?

È passato più di un anno e mezzo e oggi sento di aver imparato tantissimo da quell’esperienza, sia a livello lavorativo che personale, soprattutto sulle persone. Non mi sento una persona completamente diversa, ma sicuramente molto più cresciuta e consapevole. Se potessi tornare indietro, rifarei il percorso, ma farei molte cose in modo completamente diverso.

Dal Calippo Tour è nato un vero filone, e oggi tante creator, anche giovanissime, costruiscono tour simili per farsi notare. Che effetto ti fa vederti imitata così?

Io non mi sento imitata, anche perché quel tipo di format non l’ho inventato io, quindi non mi sento di dire che qualcuno stia copiando me. Però, vedendo ragazze molto giovani intraprendere certi percorsi, penso che sia importante essere davvero sicure delle proprie scelte.

Cosa diresti a una ragazza di vent’anni che volesse rifare quello che hai fatto tu, con l’idea di diventare famosa in fretta?

A 18-20 anni è facile lasciarsi condizionare dai soldi o dalle persone che hai intorno, e alcune decisioni possono cambiarti completamente il modo in cui gli altri ti vedono. Quindi il mio consiglio è di pensarci molto bene e di non spingersi oltre i propri limiti solo per soldi, se non ci si sente davvero sicure.

Da fuori sembri una a cui piace stare sotto i riflettori. Chi sei lontano dai social?

Sono sempre stata una persona a cui piace ricevere attenzioni, però credo di averne ricevute anche fin troppe. Fuori dai social sono una persona molto tranquilla, legata alla mia famiglia e alla mia routine, e oggi sono sicuramente molto più riservata.

Fai un lavoro che chiede di esporsi di continuo, ma di te stessa quanto scegli di tenere privato?

Dopo tutto quello che è successo ho imparato a proteggere molto di più i miei spazi e soprattutto la mia vita privata, perché ho capito quanto facilmente certe cose possano essere interpretate diversamente da come sono realmente.

Tutta questa visibilità, a te cosa ha tolto e cosa invece ti ha dato?

Tutta questa visibilità mi ha tolto un po’ la possibilità di essere conosciuta per come sono davvero, perché spesso le persone mi giudicano prima per quello che hanno visto sui social. Mi è capitato tante volte che, conoscendomi dal vivo, mi dicessero che ero completamente diversa. Però mi ha dato anche tanto: mi ha permesso di continuare a fare il mio lavoro, di vivere bene di quello che faccio e di sentirmi apprezzata dalla mia community.

C’è una parte di te o della tua storia che senti di non aver ancora raccontato, e che ti piacerebbe far conoscere?

Forse la storia della gravidanza è un capitolo che non ho mai chiuso veramente bene. So che tante persone mi hanno conosciuta anche per quella vicenda e, col senno di poi, mi dispiace molto aver scherzato su una cosa così delicata. Per me in quel momento era uno scherzo, ma capisco che per tante persone non lo fosse affatto. Oggi ho capito il mio errore e penso che su certe cose non si debba scherzare.

In questi anni quanto senti di essere cambiata, come persona e nel modo di fare questo lavoro?

Sono cresciuta tantissimo. Mi sento più adulta, più responsabile e soprattutto molto più consapevole. Oggi proteggo molto di più il mio lavoro e la mia persona, perché ho capito che in questo ambiente non puoi fidarti ciecamente di tutti. Cerco di analizzare le situazioni e di non credere automaticamente a tutto quello che mi viene detto.

C’è stato un momento preciso in cui hai sentito che volevi prendere una direzione diversa da quella di prima?

Sì, è successo al mio compleanno a Ibiza. Mi sono resa conto che non stavo più vivendo la mia vita. Quel giorno dovevo girare un video con una persona completamente sconosciuta, che non mi interessava e di cui non mi fregava niente, semplicemente perché dovevo produrre dei contenuti. In quel momento ho pensato: “Io non voglio passare la mia vita così.” Voglio poter scegliere con chi stare, cosa fare e quando farlo, non farlo solo perché devo portare un contenuto. Da lì ho deciso di fermarmi.

Hai una community enorme alle spalle. Cosa senti di dover a chi ti segue, e qual è la parte più difficile di questo rapporto?

La parte più difficile è che, con tutta questa visibilità, basta un attimo per sbagliare e perdere credibilità. E poi su internet niente sparisce davvero: anche se cancelli qualcosa, le persone possono ricordarselo. Sto cercando di ricostruire la mia credibilità, ma sono anche molto grata alla mia community, perché ci sono persone che mi seguono da anni e che, nonostante i miei errori, hanno scelto di continuare a supportarmi.

Tra tutti i messaggi che ricevi, ce n’è un tipo che per te vale più di ogni complimento?

Sicuramente quando si crea un vero rapporto con una persona. Ricevere “sei bella” o “sei figa” fa piacere, ma non mi cambia la vita. Per me vale molto di più quando una persona mi racconta della sua vita, si confida con me e io posso fare lo stesso. In questi anni ho creato dei rapporti veri con alcune persone della mia community e questo mi ha fatto sentire molto meno sola, anche nei periodi più difficili.

Da quando ti mostri in modo più autentico, è cambiato anche il rapporto con chi ti segue?

Sì, tantissimo. Da quando cerco di mostrarmi più per quella che sono e di fare meno cose costruite o “cringe”, vedo che anche alcune persone che prima mi criticavano o addirittura mi odiavano hanno iniziato a guardarmi in modo diverso e a lasciarmi commenti positivi. Quindi direi che siamo già a buon punto.

Da fuori questo lavoro sembra tutto facile e divertente. Cosa c’è dietro che le persone non immaginano?

Da fuori può sembrare che le ragazze che fanno content creator facciano una vita facile, perché abbiamo la possibilità di viaggiare e fare tante esperienze. In realtà, è un lavoro che richiede tanta dedizione: io non ho veri e propri giorni liberi, perché devo essere sempre presente e dedicare tempo al mio lavoro. Sono anni che faccio questo mestiere e voglio farlo bene e seriamente. Inoltre, bisogna saper gestire tante persone diverse e affrontare situazioni complicate. Non è tutto così semplice e divertente come sembra sui social.

Che carattere serve, davvero, per reggere un mestiere così, e cosa può far perdere l’equilibrio?

Secondo me per fare questo lavoro bisogna avere un carattere molto flessibile, perché è un mestiere poco stabile e ci sono tante situazioni da saper gestire, dalle problematiche lavorative ai rapporti con i fan. Devi saper adattarti e, soprattutto, deve piacerti davvero quello che fai. Serve tanta dedizione, perché basta distrarsi e trascurare il lavoro per rischiare di perdere ciò che hai costruito negli anni.

Quanto conta la strategia, in questo lavoro, e quanto invece l’essere spontanei? Dove sta per te l’equilibrio?

Secondo me la strategia è fondamentale, perché è quella che ti permette di crescere e andare avanti. Però non puoi seguire sempre un piano preciso o un manuale, perché ci sono situazioni in cui devi saper reagire in modo spontaneo e veloce. Io cerco di seguire la mia strada e avere una strategia, ma allo stesso tempo essere pronta ad adattarmi a quello che succede.

Guardando avanti, che tipo di contenuti vuoi creare e che immagine di te vuoi costruire da qui in poi?

Guardando al futuro, vorrei creare contenuti che mi rispecchino davvero, che mostrino la mia personalità, la mia bellezza e la mia vita quotidiana. Analizzando il mio passato, mi sto rendendo conto che alcune cose che facevo prima non mi rappresentavano. Vorrei mostrare un’immagine più autentica di me stessa, anche attraverso vlog e momenti della mia quotidianità, anche se ho ancora un po’ paura di aprirmi completamente. So che ci vorrà tempo e che l’opinione delle persone non cambia da un giorno all’altro, ma lo faccio per me stessa e per il mio futuro, senza fretta, cercando di costruire un percorso in cui io per prima possa riconoscermi.

E tra qualche anno, dove ti piacerebbe essere arrivata?

Tra qualche anno mi piacerebbe aver consolidato il mio lavoro, la mia immagine e la mia vita, sentendomi finalmente nella direzione giusta. Vorrei anche avere la possibilità di andare all’estero, fare collaborazioni e conoscere nuove persone. In generale, mi piacerebbe continuare a crescere, sia professionalmente che personalmente, costruendo un percorso che mi rispecchi davvero.

Paolina oggi sembra aver imboccato una strada diversa, fatta di più calma e più consapevolezza. Dopo il clamore, oggi guarda avanti con l’idea di mostrarsi per quella che è davvero e di costruire qualcosa che la rappresenti. La ringraziamo per essersi raccontata con sincerità .Potete seguirla e restare aggiornati sui suoi progetti su Instagram e sul suo OnlyFans.