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Joe Di Marco rappresenta una delle nuove leve più promettenti del porno italiano a livello internazionale. Nato a Napoli il 4 aprile 2001, ha iniziato la sua carriera nel settore adult nel 2022, dopo essere stato notato da Rocco Siffredi che lo ha formato presso la sua accademia, dove Joe si è distinto vincendo il primo premio.

In tre anni di attività ha costruito un curriculum di tutto rispetto, girando centinaia di scene per produzioni internazionali di alto livello come Private, Pervect ed Erika Lust. La sua professionalità e il suo approccio al lavoro gli hanno valso diverse nomination ai premi di settore, inclusa quella agli XMA Europa Awards di quest’anno come Miglior Attore.

Con il supporto della famiglia e una mentalità aperta verso la sua professione, Joe Di Marco ha saputo farsi strada nel panorama europeo. I suoi progetti futuri includono l’ambizioso obiettivo di sbarcare nel mercato americano, con Los Angeles nel mirino.

In questa intervista esclusiva Joe Di Marco ci racconta la sua esperienza nel settore, le sue ambizioni e la sua visione del porno europeo rispetto a quello americano.


Ciao Joe, presentati ai lettori di PRN.

Joe Di Marco, attore porno internazionale e content creator. Vivo di viaggi, set, luci calde e desideri. Per me il sesso non è solo un lavoro: è arte, gioco, energia.

Complimenti per la nomination agli XMA Europa Awards! Come hai reagito quando hai saputo di essere tra i candidati di quest’anno?

Ormai sono un habitué delle nomination come Miglior Attore dell’Anno e Miglior Scena dell’Anno. Ogni volta è un brivido, ma questa nomination arriva in un momento in cui sto sperimentando molto e mi dà la spinta per osare ancora di più… e io con l’osare ci vado a nozze.

Hai già vinto diverse statuette in premi prestigiosi. Cosa rappresenta per te questa nuova nomination rispetto ai traguardi già raggiunti?

Forse ancora non ho vinto nessun Oscar, ma per me ogni nomination è un segnale che sto lasciando il segno. Non è mai routine, perché in questo settore la passione si vede — e se non la metti, il pubblico se ne accorge subito. Questa nomination è un invito a continuare a divertirmi… facendo divertire.

In pochi anni hai girato centinaia di scene per produzioni internazionali di altissimo livello. Qual è stata finora l’esperienza sul set che ricordi con più piacere e perché?

Difficile sceglierne una sola, ma ricordo con particolare affetto un paio di produzioni come PRIVATE.COM e PERVECT.COM. Su PRIVATE il set era curatissimo, il team super affiatato e l’energia con la mia partner… esplosiva. Su PERVECT, invece, non sembrava nemmeno lavoro: era puro piacere creativo. Ormai con loro è come stare in famiglia, ma una famiglia molto… disinibita. E infine ERIKALUST.COM: girare per lei è incredibile, non ho mai visto un set così professionale in giro. È stato come lavorare in un vero e proprio set di Hollywood… ma molto più sexy.

Il lavoro di un performer richiede dedizione fisica e mentale. Come ti prepari a livello fisico ed emotivo prima di una scena?

Fisicamente mi tengo in forma con allenamenti costanti e una dieta equilibrata, ma non mancano quei “riscaldamenti” privati che fanno bene al corpo e alla mente. Mentalmente mi concentro sul partner, sulla chimica che vogliamo creare… e quando la scintilla parte, il resto viene da sé.

Il porno europeo sta vivendo una fase di grande riconoscimento internazionale. Qual è, secondo te, la sua forza rispetto al mercato americano?

In Europa c’è più gusto per il realismo e la sensualità. Meno copione e più passione vera. Siamo meno finti, più sporchi… nel senso buono. E il pubblico lo sente.

Hai lavorato con registi e attrici di fama mondiale. C’è un incontro professionale che ti ha cambiato o ispirato particolarmente?

Sì, e non solo uno. Un regista in particolare mi ha insegnato che una scena memorabile nasce prima della telecamera: dalla cura dei dettagli, dal rispetto sul set e da come si crea l’atmosfera. E quando l’atmosfera è giusta… il resto diventa irresistibile.

Come gestisci la pressione e le aspettative che derivano dall’essere considerato uno dei performer italiani più affermati all’estero?

In questo settore tutti sono in gara, e forse è proprio questo che ti spinge a migliorare sempre di più. Io non mi stresso: mi preparo, do il massimo e mi godo il momento… con il mio stile, che è difficile da imitare.

Il tuo lavoro ti porta a viaggiare molto. C’è una città o un Paese dove ti piacerebbe girare una scena e che ancora manca nella tua carriera?

Los Angeles. Sarebbe una bomba girare lì e infatti sto già organizzando di andare a lavorarci presto… e perché no, magari trasferirmi. Il mercato è enorme e il sole californiano è perfetto per scaldare le scene.

Quali sono i tuoi obiettivi per il prossimo anno, sia come performer che in altri ruoli creativi?

Come performer voglio spingere i miei limiti ancora più in alto, portando sul set energia e intensità sempre nuove. Come creatore di contenuti, sto progettando cose mie: voglio firmare scene che il pubblico non dimentichi facilmente… e che magari facciano sudare un po’ chi le guarda.

Nel tuo lavoro la gente vede solo la parte “calda”, ma c’è anche competizione e invidia. Ti sei mai scontrato con qualcuno nel settore?

Oh sì, eccome. Questo è un ambiente dove tutti sorridono davanti alla camera… e poi dietro qualcuno prova a metterti i bastoni tra le ruote. Io però non faccio drammi: preferisco far parlare i fatti… e le mie performance. Alla fine, la miglior risposta è far godere di più del “rivale”.

C’è qualcosa che non ti piace del porno attuale e che cambieresti subito?

Sì: l’idea che “tanto il pubblico guarda tutto”. No, la gente ricorda chi li fa eccitare davvero. Vorrei meno copie e più originalità, meno finta passione e più sudore vero. Se devo essere sincero… se una scena non fa battere il cuore e accelerare il respiro, non vale la pena girarla.