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Lily Veroni, una delle pornostar italiane più in vista degli ultimi anni, ha annunciato il suo ritiro dal porno con un sentito messaggio sui social. Con questa decisione, Lily chiude non solo il capitolo delle scene e dei set, ma anche la sua presenza su piattaforme come OnlyFans, per dedicarsi a una nuova fase della sua vita.

La sua carriera, iniziata a 35 anni, l’ha portata a conquistare un pubblico affezionato grazie al suo stile e al suo carisma, raccogliendo consensi in Italia come in altre paesi del mondo, sopratutto dalla Spagna e dal mondo latino. Due anni fa, ospite del PRN Podcast, Lily aveva già avuto modo di raccontarci la sua esperienza nel mondo del porno, fatta di successi, sfide e profonde riflessioni.

Oggi, In questa intervista esclusiva, Lily Veroni ci racconta i ricordi più belli della sua carriera, le difficoltà affrontate e i motivi che l’hanno portata a ritirarsi dal porno. Abbandonato il nome d’arte Lily Veroni, continuerà a occuparsi di sessualità in una forma diversa, mettendo la sua esperienza al servizio di un dialogo più sano e consapevole su questo tema.

Cosa ti ha spinta a prendere la decisione di ritirarti dall’industria del porno proprio ora? C’è stato un evento o una riflessione determinante?

A essere onesti, tutto ciò che ruota intorno all’industria offre guadagni economici rapidi, come OnlyFans, i siti dedicati, le scene o le collaborazioni. La paura di uscire dalla mia zona di comfort mi tratteneva.
Durante un lungo percorso di crescita personale, però, ho capito che il sesso che stavo vivendo non era né soddisfacente né sano. Era come una replica di ciò che facevo sul set: cercavo di compiacere e impressionare il mio partner, ma senza un vero coinvolgimento emotivo o la connessione profonda che dovrebbe esserci in una relazione sessuale.

Quando mi sono resa conto di sentirmi vuota, ho deciso di indagare le cause e ho iniziato a studiare. Mi sono iscritta a un master in Coaching con PNL, a un master di sessuologia e a un corso di bioenergetica, una terapia di gruppo che mi ha permesso di affrontare traumi, inclusi quelli legati alla mia sfera sessuale.
Da questo lungo lavoro personale è nato Sexo Sapiens, uno spazio dedicato all’educazione sessuale e alle terapie olistiche. L’obiettivo è aiutare chiunque voglia migliorare le proprie relazioni e la propria salute sessuale, fisica ed energetica.

Ho compreso che ci manca un’educazione sessuale integrale fin da piccoli e che spesso la nostra prima esposizione al sesso avviene attraverso il porno. In Italia, il sesso è ancora un enorme tabù, e ho sentito che c’era bisogno di una figura che potesse aiutare a rieducare le persone nel proprio piacere, partendo dall’esperienza e offrendo informazioni di valore.

Quali sono i ricordi più belli e gratificanti del tuo percorso come Lily Veroni?

I momenti più belli sono stati sicuramente quelli in cui ho sentito il riconoscimento e l’affetto dei miei fan, così come la soddisfazione di ottenere una scena con una produzione con cui sognavo di lavorare.
Anche i momenti trascorsi con i colleghi durante shooting che duravano più giorni sono ricordi preziosi. La sintonia che si creava sul set era qualcosa di speciale, una connessione unica che andava oltre il lavoro.
Un altro aspetto gratificante era vedere il risultato finale del montaggio di una scena su cui avevi lavorato duramente: un piccolo capolavoro nato dall’impegno collettivo.

Ma, più di tutto, mi porto nel cuore le relazioni costruite con i colleghi e le produzioni per cui ho lavorato. Credo che ognuno di loro mi abbia lasciato qualcosa di positivo, e per questo li ricorderò sempre con affetto.

Come ti senti cambiata come persona rispetto a quando hai iniziato il tuo percorso nell’industria pornografica?

Sono cresciuta tantissimo. Ho imparato a conoscermi meglio, a definire i miei limiti e a capire cosa voglio davvero nella vita. Ho imparato ad amarmi per quello che sono, senza sentire la necessità di piacere agli altri a tutti i costi.
Questo percorso mi ha resa più consapevole di molti aspetti della mia sessualità che consideravo “normali”, ma che in realtà non lo erano affatto. Mi ha aiutata a diventare una donna più forte e a entrare in contatto con la mia parte oscura, quella che fino ad allora non riuscivo a vedere.

Come ho scritto nel mio ultimo post, NON C’È LUCE SENZA OSCURITÀ. Quando riesci a vedere, comprendere e abbracciare quella parte oscura, fai finalmente pace con te stessa.

Ci sono stati momenti o aspetti del settore che ti hanno fatto dubitare della tua permanenza nell’industria pornografica?

Sì, ci sono stati momenti difficili. A volte mi sentivo giudicata o non rispettata come persona, ma trattata come un semplice pezzo di carne o un numero. Questo mi ha portato a riflettere profondamente se stessi facendo la scelta giusta per il mio benessere emotivo e mentale.

Sono entrata nell’industria a 35 anni, quindi sapevo più o meno cosa aspettarmi. All’inizio pensavo di essere nel posto giusto e che fossi molto portata per quello che facevo, ma con il tempo, sentendo la competizione con ragazze molto più giovani di me, ho iniziato a percepire che i miei giorni erano contati. Questa industria ha un altissimo ricambio di ragazze, e sono poche quelle che riescono a rimanere sulla cresta dell’onda per molto tempo.
Ricordo la frustrazione quando venivo scartata per alcune scene. Il pubblico europeo tende a preferire ragazze molto giovani, magre, senza curve e senza tatuaggi, uno stile “teen” che era esattamente l’opposto di me: una MILF tatuata e con interventi estetici. Ogni rifiuto riapriva la ferita dell’infanzia legata al senso di abbandono e rifiuto, una ferita che molte di noi portano dentro.

Non è un ambiente facile in cui lavorare: richiede una grandissima autostima e una salute mentale di ferro. Ogni giorno bisogna combattere contro i pregiudizi e le insicurezze personali, e questo può essere molto pesante.

In che modo il tuo percorso personale e professionale è stato influenzato dai pregiudizi e dalle pressioni sociali legati all’industria del porno?

I pregiudizi sono stati una sfida costante. Mi hanno mostrato quanto la società sia ancora profondamente intrappolata in stereotipi legati alla sessualità e a chi lavora in questo ambito. Tuttavia, questi stessi pregiudizi mi hanno dato la forza di affrontarli e di educare le persone, cercando di promuovere una visione più aperta e consapevole.

In Italia, in particolare, il pregiudizio è qualcosa di radicato e difficile da sradicare. Spesso ci si nasconde dietro un falso perbenismo che serve solo come facciata, mentre sotto la superficie si alimentano le fantasie più perverse. Questa ipocrisia sociale non fa altro che perpetuare il tabù sul sesso e su tutto ciò che è legato all’intimità.

Nonostante le difficoltà, ho scelto di trasformare questa esperienza in un’opportunità per sensibilizzare le persone. Credo fermamente che solo parlando apertamente di questi temi possiamo rompere i pregiudizi e creare uno spazio dove la sessualità venga vissuta in modo sano e autentico.

Con l’esperienza che hai oggi, cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere una carriera nell’industria pornografica?

Consiglierei di entrare in questo settore solo con una profonda consapevolezza di sé e delle proprie motivazioni. È fondamentale avere una rete di supporto solida e sapere come proteggere la propria salute mentale ed emotiva.
Bisogna rendersi conto che guadagnare soldi rapidamente non significa farli facilmente. Inoltre, è essenziale avere la piena consapevolezza che tutto ciò che viene caricato su internet resterà lì per molto, molto tempo, con tutte le implicazioni che questo comporta.

Questa è una decisione che va presa con grande maturità. È importante anche riuscire a separare il lavoro dalla vita privata, altrimenti si rischia di entrare in un vortice in cui si ha bisogno di stimoli sempre più intensi per provare piacere. Questo può portare alla normalizzazione di problemi e disfunzioni sessuali che, con il tempo, diventano difficili da affrontare. Entrare in questo settore richiede equilibrio, autodisciplina e una grande attenzione al proprio benessere psicologico.

Secondo te, come può il pubblico sviluppare un rapporto più consapevole e positivo con il porno?

Credo che sia fondamentale educarsi sulla sessualità, imparando a distinguere la realtà dalla finzione e consumando contenuti in modo responsabile. Il porno può essere uno strumento, ma non deve mai sostituire l’educazione sessuale o le relazioni autentiche. È importante non identificarsi con gli attori o confrontarsi con loro, perché è lì che nascono problemi di autostima e disfunzioni sessuali. Il sesso nella vita reale è molto più divertente e spontaneo rispetto al porno: non devi impressionare nessuno. Abbandona le aspettative e presta attenzione alle sensazioni. Ogni persona vive il piacere in modo diverso, e per questo è essenziale coltivare empatia e comunicazione, due aspetti che spesso mancano nel porno. Riconoscere questa diversità permette di creare esperienze intime più autentiche e appaganti.

Infine, consumare porno in modo responsabile, senza che diventi un’ossessione, è la chiave. Anche la scelta del tipo di contenuto è importante: preferire contenuti che promuovono rispetto, consenso e diversità può fare la differenza.

Che messaggio vuoi lasciare a chi ti ha seguito come Lily Veroni sul tema della sessualità consapevole?

La sessualità è una parte fondamentale di noi stessi e merita di essere vissuta con rispetto, amore e consapevolezza. Per questo motivo è importante promuovere un’educazione sessuale integrale, che ci aiuti a comprendere meglio noi stessi e a vivere la sessualità come un’esperienza di crescita personale. Il mio desiderio è che ognuno impari a conoscersi, a rispettare i propri limiti e a esplorare il piacere in modo autentico. Questo è un consiglio che do con il cuore, basato sulla mia esperienza personale.

Un bel porno può essere un modo per eccitarsi da soli o con il/la partner, ma è essenziale tornare alla realtà per godere delle connessioni reali. Se qualcuno sente di non riuscire più a controllare questa ossessione per il porno, è importante rivolgersi a uno specialista che possa offrire il giusto supporto.
Ogni giorno aiuto molte persone a ritrovare la propria sessualità e il proprio piacere in un modo sano e appagante. Il mio augurio è che ciascuno possa vivere la propria intimità in equilibrio, con amore e consapevolezza.

Ringraziamo Lily Veroni, oggi Samantha, per aver condiviso con noi i momenti più intimi e significativi della sua carriera e per averci offerto uno sguardo autentico sul suo percorso di crescita personale e professionale. Il suo racconto non solo ci ha permesso di comprendere meglio i motivi dietro il suo ritiro dal porno, ma ha anche aperto una finestra su temi importanti come la consapevolezza sessuale e il superamento dei pregiudizi.

A Samantha, auguriamo il meglio per questa nuova fase della sua vita e per i progetti futuri dopo il suo ritiro dal porno.