Marisa Leone, classe 2000, è uno dei nuovi volti del porno italiano del 2025. “Dolce, selvaggia e imprevedibile” come si definisce lei stessa, dopo due anni su OnlyFans quest’anno ha deciso di fare il salto nel professionale, partendo da una scena “test” con Max Felicitas per capire se era davvero pronta a esporsi a questi livelli.
La risposta è arrivata chiara: a luglio – infatti – Marisa Leone ha girato le sue prime scene per Pinko, lavorando con Christian Clay in una produzione disponibile online da pochi giorni dal titolo Drooling of Youth, e nelle settimane successive è entrata anche nel mondo di Rocco Siffredi, cimentandosi in video decisamente più hardcore. Un debutto intenso, che ha confermato una vocazione nata molto prima dell’apertura del suo profilo OnlyFans.

Parallelo alle produzioni porno amatoriali e professionali, Marisa Leone lavora anche nei locali con serate e sexy show, portando avanti “due espressioni diverse della stessa energia“. E guarda già oltre i confini nazionali, con l’ambizione di affermarsi anche nel mercato internazionale.
In questa intervista esclusiva, Marisa Leone ci racconta il suo percorso, le differenze tra i set professionali e cosa significa davvero fare il salto da OnlyFans al porno mainstream. A completare il ritratto, le voci di chi l’ha diretta nel suo debutto per Pinko.

Marisa, partiamo dall’inizio: avevi OnlyFans da due anni quando hai deciso che era arrivato il momento di fare il salto nel porno professionale. Cosa ti ha convinta che fosse il momento giusto?
La cosa che mi ha convinta che fosse il momento giusto per fare il passo e entrare in una produzione professionale è stato il percorso che avevo fatto su me stessa. Avevo imparato a conoscere molto di più la mia sessualità, la mia femminilità, il mio carattere e la mia personalità. Quando ho sentito che ero pronta ad espormi davvero, non solo fisicamente ma anche emotivamente, ho capito che era il momento giusto.
La mia esperienza con la sessualità in generale per me è iniziata molto presto. Da molto piccola facevo giochi di ruolo con qualche amichetta, poi crescendo ho avuto due relazioni importanti da adolescente, le classiche relazioni tradizionali, anche un po’ possessive se posso dire, che mi hanno fatta crescere molto. Quando sono finite, ho iniziato a conoscermi meglio e a scoprire la mia sessualità in modo più libero.
Per curiosità ho frequentato anche qualche club scambista, ho vissuto esperienze di gruppo, con donne e scambi di coppie. Tutto questo mi ha aiutata a capire chi sono davvero e cosa mi piace.
In realtà la mia curiosità per il porno è nata molto presto: da piccola guardavo i porno e mi immaginavo da grande dentro quelle scene. Ma tra vari aspetti della mia vita mi sono comunque concentrata su altre cose. Poco dopo aver aperto OnlyFans, ho contattato Rocco Siffredi perché ero curiosa e volevo saperne di più sul porno professionale. Sentivo che quella era la direzione giusta, anche se ancora non sapevo bene da dove cominciare.
Max Felicitas è stato il tuo battesimo del fuoco: hai scelto proprio quella scena come “test” per capire se eri davvero pronta. Cosa ti ha fatto capire che potevi farcela?
Con Max è stato tutto molto naturale, lui è una persona educata e rispettosa. Il video è venuto molto bene e mi è piaciuto il modo in cui mi stavo esponendo, senza forzature. In quel momento ho capito che mi sarebbe piaciuto continuare, ma a un livello più professionale. Poi, poco dopo, Gianluca (dell’agenzia Moastar, ndr) è riuscito a contattarmi grazie a un amico in comune. Mi ha detto che vedeva in me un grande potenziale e che potevo diventare una grande artista. Quelle parole mi hanno dato ancora più fiducia e mi hanno spinta a credere davvero in questo percorso.

Dopo Max sei andata dritta da Pinko, dove hai girato con una leggenda come Christian Clay. Cosa ti aspettavi di trovare sul set di una produzione così importante e cosa hai scoperto invece?
Mi aspettavo un ambiente più rigido, più impostato… e invece è stato tutto molto umano. Christian è una persona incredibile, con un’esperienza enorme ma anche un approccio super rispettoso. Ho imparato tanto in poco tempo, soprattutto su come vivere il set con naturalezza, senza pressioni. È stato un grande salto di qualità.
Da Pinko a Rocco Siffredi: hai girato con lui più di una scena. Hai detto che è stata un’esperienza completamente diversa da Pinko. Raccontaci le differenze.
Con Rocco è tutto un altro mondo. È intenso, vero, istintivo. Ti trascina completamente dentro la scena, ma allo stesso tempo ti fa sentire protetta. Lì ho capito cosa vuol dire recitare col corpo, ma anche con la mente. È stata un’esperienza molto forte, diversa da qualsiasi altra, e credo che mi abbia fatto crescere tantissimo.
Stai muovendo i primi passi verso il mercato internazionale. Quali sono le tue ambizioni e dove ti vedi tra qualche anno?
Mi piacerebbe portare la mia immagine anche fuori dall’Italia, lavorare con produzioni straniere e confrontarmi con altri stili. Voglio crescere come performer ma anche come donna, continuare a scoprire nuove parti di me attraverso questo percorso. Tra qualche anno mi vedo più matura, più consapevole e con la mia identità artistica ben definita.

Oltre alle scene giri anche nei locali con serate e sexy show. Sono due mondi che si parlano o preferisci tenerli separati?
Per me sono due espressioni diverse della stessa energia. Sul palco gioco, provoco e mi diverto con il pubblico, mentre sul set entro più nel profondo e mostro una parte più intima di me. In realtà si completano: quello che vivo in uno mi aiuta a migliorare nell’altro. Grazie a Gianluca (dell’agenzia Moastar, ndr) sto conoscendo tantissime altre artiste e mi sto esibendo nei migliori locali d’Italia.
Se dovessi dare un consiglio a chi ha OnlyFans e sta pensando di provare il porno professionale, forte della tua esperienza recente, cosa gli diresti?
È un percorso che richiede testa, rispetto e consapevolezza. Il porno professionale è un lavoro vero. Se lo fai con passione e con le persone giuste, può essere un’esperienza bellissima e formativa.

Marisa Leone vista dalla produzione Pinko
Il debutto di Marisa Leone per Pinko in Drooling of Youth ha lasciato il segno sul team della produzione. Rudy Franca, produttore, la descrive come “un’attrice emergente che si distingue per la freschezza e la determinazione con cui affronta la scena. Porta in video l’audacia tipica della gioventù, unita a una leggerezza capace di sorprendere. In lei si intravede un fascino sottile, velato di malizia raffinata. È una promessa che, senza dubbio, continuerà a far parlare di sé e a conquistare sempre nuovi ammiratori.“

Filippo Pagotto, sceneggiatore e direttore di produzione, spiega la scelta di affidarle il ruolo: “La scena che la vede protagonista si fonda su diversi archetipi — il tempo, la paura, il desiderio, il fallimento — ma lei incarna il più riconoscibile: la giovinezza. Abbiamo scelto Marisa per la sua naturale esplosività, capace di restituire con autenticità ciò che desideravamo esprimere in questa storia: la vitalità, il coraggio e l’incoscienza che superano la timidezza, la curiosità nella scoperta di sé, un corpo nel pieno del suo potenziale, attraversato da sensualità e piacere. In questo equilibrio di forze, il personaggio di Marisa si pone in netto contrasto con quello di Christian, sua controparte e nemesi: l’incarnazione del rimpianto, della paura di un destino perduto, di un erotismo cerebrale e costruito che si oppone all’immediatezza vitale della giovinezza.“

Patrizio Agabiti, regista, chiude con una nota molto positiva: “Mi è bastato scambiarci due parole in aeroporto per capire subito che avevo davanti a me una ragazza che poteva e voleva dire la sua. Sul set ha messo sul piatto delle doti indispensabili per fare questo mestiere: educazione, rispetto e umiltà. Inoltre Marisa nonostante sia giovane e senza esperienza padroneggia già divinamente il suo erotismo. Credo che da una ragazza così completa ci si possa solo aspettare il meglio, se questo è stato solo l’inizio non oso immaginare dove possa arrivare.“


