Matthew Meier è uno dei nomi più caldi del panorama adult europeo. Il pornoattore ucraino classe 1998 ha conquistato in pochi anni una posizione di rilievo assoluto nell’industria internazionale, culminata con la vittoria del prestigioso titolo di Male Performer of the Year agli XMA Europa Awards 2025, accompagnato dal premio per la Best Sex Scene — Orgy/Group. Un doppio trionfo che si aggiunge al riconoscimento ottenuto l’anno precedente, quando agli XBIZ Europa Awards 2024 si era già imposto nella categoria Best Sex Scene — Glamcore.
Il suo talento non è passato inosservato nemmeno oltreoceano: già nel 2024 era arrivata la candidatura come Best Male Newcomer agli AVN Awards, seguita quest’anno da tre nomination agli AVN Awards 2025, tra cui la prestigiosa International Male Performer of the Year. Risultati straordinari per un performer che ha iniziato la sua carriera nel porno solo nel 2022, dimostrando una crescita esponenziale soprattutto tra la fine del 2023 e tutto il 2024.

Attivo su produzioni di alto profilo come Vixen e Tushy, Matthew Meier ha collaborato anche con etichette di prestigio come Milfy, Private, Team Skeet, Dorcel, Evil Angel e Mylf, costruendo in tempi record un portfolio invidiabile. Recentemente è stato protagonista del lungometraggio Love & Lust prodotto da Little Caprice Dreams, al fianco della stella Eve Sweet, come abbiamo raccontato nel nostro articolo dedicato ai debutti porno più interessanti degli ultimi mesi.
In questa intervista esclusiva, Matthew Meier si racconta senza filtri: dalla vita prima del porno ai progetti futuri, passando per le sfide di un’industria in continua trasformazione e il significato di essere incoronato miglior performer maschile d’Europa.

Matthew, prima di tutto complimenti: sei appena stato incoronato Male Performer of the Year agli XMA Europa Awards 2025. Cosa significa per te questo riconoscimento?
Grazie mille! Essere proclamato Male Performer of the Year è davvero surreale. Fino a pochi anni fa cercavo solo di imparare a fare un buon caffè, e ora ho in mano questo trofeo. Mi sento grato di poter fare ogni giorno qualcosa che amo davvero. Credo che tutti i candidati meritassero questo premio, ma riceverlo è un onore enorme.
In pochi anni sei diventato uno dei performer più chiacchierati d’Europa. Ti aspettavi una crescita così rapida?
Assolutamente no. All’inizio non pensavo nemmeno di essere portato per questo lavoro. Ma quando ami davvero quello che fai, la passione e l’energia parlano da sole. Avere un buon senso dell’umorismo aiuta molto: non puoi prenderti troppo sul serio quando letteralmente ti spogli davanti a tutti.
Hai iniziato nel 2022, ma dal 2024 la tua carriera è esplosa. C’è stato un progetto o un momento che ha fatto la differenza?
Il 2024 è stato come schiacciare il tasto avanti veloce. Non c’è stato un solo momento decisivo, ma un insieme di fattori: i progetti giusti, le persone giuste e, sì, qualche scena indimenticabile. Se dovessi indicare un punto di svolta, direi le collaborazioni con alcuni dei grandi studi di produzione, che mi hanno davvero aperto nuove porte.
Come sei entrato per la prima volta nell’industria adult? È stata una scelta pianificata o un’occasione inaspettata?
È successo in modo del tutto inaspettato. Sono sempre stato a mio agio con la mia sessualità e davanti alla telecamera, ma non avevo mai pensato seriamente di farne una carriera finché un amico del settore non mi ha spinto a provarci. Appena sono arrivato sul set, ho capito quanto mi piacesse quel mondo: la creatività, la professionalità, l’energia unica che si respira.

Com’era la tua vita prima di entrare nel settore?
Ero un ragazzo qualunque, con un lavoro dalle 9 alle 6, tante serie TV da guardare e la palestra come unica costante. Se qualcuno allora mi avesse detto che sarei diventato un performer premiato, avrei pensato a un film di supereroi, non certo al porno! Ma la vita a volte ha un senso dell’ironia tutto suo.
Hai già lavorato con i grandi studi e vinto premi importanti. Quali sono state le sfide più grandi e i momenti più gratificanti?
La sfida più grande è sicuramente il ritmo. Tra viaggi, set e la necessità di mantenere un equilibrio mentale e fisico, è un impegno costante. Ma la parte più bella sono le persone: registi, performer, colleghi. Tutti mettono una passione enorme in ciò che fanno, e ti senti parte di qualcosa di più grande di un semplice film. E poi, leggere i messaggi dei fan è impagabile. Sapere che apprezzano il tuo lavoro dà una soddisfazione unica.
Il settore sta cambiando rapidamente, tra creator indipendenti e studi tradizionali in cerca di nuovi volti. Dove ti collochi in questo scenario?
Penso che questi cambiamenti stiano democratizzando l’industria e dando ai performer molta più libertà creativa. Io mi vedo a cavallo tra i due mondi: mi piace lavorare con gli studi, ma anche sperimentare progetti indipendenti quando ne sento il bisogno. L’importante è restare flessibili e curiosi. Dico sempre: se riesci a sopravvivere a una giornata di riprese di 12 ore, puoi sopravvivere a tutto.
Cosa pensi ti distingua come performer e ti abbia fatto emergere così in fretta?
Cerco sempre di portare una connessione autentica in ogni scena: non solo recitare, ma creare una vera chimica con la partner e con chi guarda. Prendo il lavoro seriamente: arrivo preparato, rispetto tutti sul set e tengo molto alla forma fisica. Quando il pubblico percepisce che non stai solo “facendo sesso davanti a una camera” ma stai vivendo un’esperienza, la differenza si sente.

Ora che sei stato incoronato miglior performer europeo, quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Vincere è stato un traguardo enorme, ma non un punto d’arrivo. Voglio ampliare la mia carriera a livello internazionale, lavorare in produzioni sempre più ambiziose, affrontare ruoli che mi mettano alla prova anche sul piano emotivo e collaborare con grandi registi e performer di tutto il mondo. C’è sempre un nuovo livello da raggiungere, e io non vedo l’ora di arrivarci.
C’è un progetto dei sogni o un traguardo che speri ancora di realizzare?
Assolutamente sì. Mi piacerebbe partecipare a un film ad alto budget che unisca il linguaggio del porno a quello del cinema, con una trama forte e una regia curata. Vorrei anche lavorare con alcuni dei “miti” che ammiravo da ragazzo e, un giorno, fondare la mia casa di produzione. Voglio raccontare storie dal punto di vista di un uomo che fa questo mestiere con passione e consapevolezza. Per me non è solo una carriera, è un’eredità da costruire.
Ringraziamo Matthew Meier per la disponibilità e per aver condiviso con noi la sua storia. Per seguire il suo lavoro, potete trovarlo sui suoi canali social ufficiali.

