Dietro le quinte del porno c’è un’industria che raramente finisce sotto i riflettori, e che negli ultimi tempi si muove più in fretta di quanto sembri. Piattaforme che ospitano i contenuti, strumenti con cui i creator si guadagnano da vivere, capitali che entrano nel settore, tecnologie che cambiano il modo di guardarlo. Da oggi apriamo una rubrica per seguirla da vicino e raccontare chi lancia cosa, chi compra chi, e dove sta andando il mestiere di chi il porno lo produce e lo vende.
Questo primo numero di Sex Tech & business copre più o meno l’ultimo mese, da metà agosto a metà settembre, ed è già abbastanza pieno da far emergere un filo. Il baricentro si sta spostando verso i creator. C’è chi arriva a renderli soci della piattaforma, chi li rende più facili da trovare, chi promette di verificarli e proteggerli dai falsi. Sullo sfondo, la tecnologia continua a correre, tra realtà virtuale e intelligenza artificiale.
MintStars, la piattaforma che ha reso soci i creator

La notizia più grossa del mese è un cambio di rotta silenzioso. MintStars, piattaforma di contenuti per adulti nata nel 2021 e passata dagli incubatori di Harvard, ha deciso che i suoi creator possiedono collettivamente il 20% della società, con diritto a una quota dei profitti futuri o del ricavato in caso di vendita, ripartita in base a fatturato, referral e attività sulla piattaforma. La co-fondatrice Jessica Van Meir, lasciando l’azienda per un dottorato alla Harvard Kennedy School, ha ceduto la sua quota del 23%. Il 20% è finito ai creator, il 3% è stato donato a un’associazione per i diritti dei sex worker.
Le dimensioni restano piccole. Secondo il Boston Globe la piattaforma conta circa 10.000 creator e 32.000 fan, con i più piccoli che guadagnano qualche centinaio di dollari al mese e i più grandi oltre diecimila. A contare, però, è il modello. Dove OnlyFans trattiene una commissione del 20%, MintStars si presenta come alternativa “a misura di lavoratore“, sposta i costi sugli abbonati e ora cede una fetta della proprietà a chi i contenuti li produce.
La mossa arriva mentre l’adult torna a interessare gli investitori tradizionali, dopo anni di diffidenza. Negli ultimi mesi il fondo Architect Capital ha rilevato circa il 16% di OnlyFans per oltre 500 milioni di dollari. E non è un caso isolato. Ethical Capital Partners possiede già PornHub, e dietro la piattaforma SLUSHY ci sono capitali di venture capital. Come ha spiegato al Boston Globe Barnet Sherman, docente di finanza alla Boston University, le piattaforme adult sono “relativamente low-tech e a bassa manutenzione” in un mercato ad alta domanda, semplici da gestire e redditizie da rivendere. MintStars prova a raccontare un’altra storia, in cui una parte di quel valore torna a chi lo genera.
Intelligenza artificiale, fidanzate su misura e ricerca a parole

Il mese ha portato l’ennesimo capitolo delle compagne artificiali. SxxxAI, piattaforma lanciata da poco, permette agli utenti maggiorenni di creare una fidanzata virtuale personalizzandone aspetto, personalità e perfino il comportamento a letto. Il modello è freemium. Creare la compagna è gratis, ma per chattarci e generare foto e video su misura si paga, con abbonamenti che vanno da 1 a 99 dollari al mese, e la fascia “elite” più cara arriva a permettere fino a 50 fidanzate e 3.000 crediti. Ne hanno parlato soprattutto i tabloid anglosassoni con toni allarmati, e diversi esperti hanno messo in guardia sull’effetto di una partner costruita per assecondare ogni desiderio. Più della polemica, però, è interessante come l’azienda stessa vende il prodotto. Secondo un suo portavoce, costruire una compagna attorno a tutto ciò che si trova attraente, parlarle ogni giorno e intrecciare con lei una storia continua rende il legame “molto più immersivo che generare una semplice immagine“. Al di là dei toni, il dato che conta è che le compagne AI sono ormai un mercato a sé.
Un’altra faccia dell’IA, quella che aiuta a cercare invece di creare, arriva da Madrid. Si chiama HornySearch, motore di ricerca lanciato l’11 settembre, e l’idea è semplice e onestamente utile. Descrivi a parole la scena che cerchi (“una mora in piscina all’aperto, di giorno”) e il motore restituisce il momento esatto, con timestamp e anteprima, pescandolo da video reali già online. “Ogni tube ha milioni di video e sempre le stesse dieci etichette“, ha sintetizzato il co-fondatore Pablo Inigo Sanchez. Il dettaglio che lo distingue dalla marea di strumenti IA è che non genera nulla. Come precisa l’azienda, si limita a indicizzare contenuti che esistono già.
La realtà virtuale accelera

Il fronte più avanzato del mese è la realtà virtuale. DreamCam e Braindance VR hanno unito le forze per portare le cam dal vivo dentro la VR. Braindance è nota per i suoi video volumetrici in 3D fotorealistico, girati con una tecnica di cattura d’avanguardia (il cosiddetto 4D Gaussian Splatting), e ora a quei contenuti registrati affianca un’esperienza in diretta, con performer in tempo reale, chat, mance e interazione durante lo show. È il tipo di integrazione che fino a poco fa sarebbe sembrata fantascienza.

Più piccola ma nello stesso solco, ARPornTube ha introdotto lo streaming immediato per i suoi contenuti in AR e passthrough VR. Invece di scaricare l’intero file, l’utente sceglie la scena e la manda direttamente al player DeoVR. La piattaforma raccoglie trailer e anteprime gratuite da produttori come SLR Originals e PassthroughVR, un dettaglio da addetti ai lavori che però dice quanto la fruizione immersiva stia provando a diventare comoda come aprire un video qualsiasi.
Trovare, verificare e fidelizzare i creator

Tre uscite del mese puntano tutte a mettere ordine in un mercato ormai troppo affollato. OnlyGays, di Mango Digital, è una directory di ricerca per i creator LGBTQ+, e li indicizza tra più piattaforme (OnlyFans, JustForFans, Patreon, Instagram) da un unico punto d’accesso, con circa 400 profili verificati al debutto. Free Creator Hub fa qualcosa di più semplice, raccoglie i soli profili OnlyFans gratuiti, filtrabili per categoria e caratteristiche, senza ospitare contenuti e rimandando ogni volta alla pagina ufficiale del creator.
CollabGPS, pensato per verificare creator e collaborazioni, ha aggiunto un sistema di badge che certifica l’identità degli utenti, un timbro di autenticità che in un ambiente pieno di profili falsi vale parecchio.

Sul fronte della fidelizzazione si muove YourVids, con la funzione Your10. I fan possono esporre pubblicamente sul proprio profilo i dieci creator preferiti, ma solo dopo aver raggiunto una soglia di spesa mensile fissata da ciascun creator, e con la lista che si azzera ogni mese. Come dice il co-fondatore Gino, l’idea è rendere visibile il sostegno, invece di lasciarlo in una riga della cronologia delle transazioni.
YessMistress, incontri BDSM e profili verificati

Dai Paesi Bassi arriva qualcosa di diverso da tutto il resto. YessMistress è una community di incontri BDSM, il posto dove dominanti e sottomessi si trovano tra loro, si scrivono e organizzano sessioni e servizi a pagamento gestiti all’interno della piattaforma. Più che vendere contenuti da guardare, mette in contatto le persone. Il suo tratto distintivo è la verifica dei dominanti, un filtro pensato per tenere fuori profili falsi, furti d’identità e truffe. E c’è una regola che vale la pena segnalare, gli avatar generati con l’intelligenza artificiale sono vietati. In un settore che corre verso il sintetico, qui si punta tutto sull’essere reali.

YessMistress non è l’unica novità con passaporto europeo di questo mese. HornySearch è partito da Madrid, e la statunitense SextPanther, piattaforma di messaggistica a pagamento (il sexting pay per text), ha annunciato lo sbarco in Regno Unito e Unione Europea, un’espansione ancora scarna di dettagli su Paesi e tempistiche ma che segna l’ennesimo operatore americano a guardare al pubblico europeo. Piccoli segnali, ma vanno nella stessa direzione. In Europa, oltre a consumare, si comincia a lanciare.
Ci risentiamo con il prossimo numero. Quale di queste storie vi ha incuriositi di più? Ditecelo nei commenti o raggiungeteci su Instagram!


