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Ci sono percorsi che nel porno si costruiscono lentamente, un passo alla volta. Quello di Shelena, 25 anni, siciliana della provincia di Ragusa, è andato nella direzione opposta. In pochissimo tempo è passata da ragazza comune, con una sessualità del tutto ordinaria, a performer richiesta da alcune delle produzioni più importanti al mondo. Un salto così rapido da attirarle persino gli insulti di chi non credeva possibile un esordio simile.

Questo articolo è un estratto della puntata 108 del PRN Podcast, in cui Shelena ha raccontato il suo percorso, le esperienze sui set internazionali e molto altro. Puoi recuperare la conversazione integrale cliccando qui.

Da OnlyFans alla Rocco Siffredi Academy

L’inizio, nel 2021, non aveva nulla di programmato. “Ho aperto OnlyFans solo perché avevo alcune foto di nudo che avevo fatto con dei fotografi qui in zona, per fare qualcosina di soldi“, racconta. Da lì la crescita è arrivata gradualmente. “Ho iniziato a crescere sempre di più, dovevo portare contenuti sempre più aggiornati, così ho fatto video di masturbazione fino ad arrivare ai contenuti di coppia“.

La svolta è arrivata nel 2023, con una proposta importante che in un primo momento aveva rifiutato. “Sono stata contattata per partecipare alla Rocco Siffredi Academy, ma inizialmente avevo rifiutato perché non mi sentivo pronta per una cosa così importante“. Il secondo contatto, poco prima della chiusura delle iscrizioni, l’ha convinta. Ma senza alcuna aspettativa. “L’ho presa come una specie di vacanza, un modo per staccare dalla solita routine. Non avevo nessuna aspettativa, nemmeno di vincere“.

E invece ha vinto, arrivando prima davanti a Eva Generosi, in una gara che premiava molto più delle sole scene. “Hanno valutato un po’ tutto, sia le scene sia il rapporto con le altre ragazze“. La vittoria l’ha colta di sorpresa fino all’ultimo. “Quando davano le premiazioni partivano dal terzo posto. Al terzo pensavo: dai, sono io. Non ero io. Poi il secondo, e pensavo di essere quella. Invece ero la prima. Sono rimasta un po’ così sul momento“.

Il debutto ai vertici e le prime volte sul set

Fino a quel momento Shelena non aveva un background particolare in questo tipo di esperienze: le sue prime volte assolute le ha vissute direttamente lavorando, all’Academy. “Lì ho fatto due orgie, ed è stata la mia prima orgia in assoluto, perché al di fuori del lavoro non avevo mai fatto cose del genere“. Nonostante questo, racconta di aver affrontato tutto con naturalezza. “Mi sono sentita tranquilla e libera, ho fatto tutto in modo molto naturale, mi sono proprio buttata“. Persino una gang bang, che sul versante femminile può intimidire, l’ha gestita senza problemi. “È fattibile, perché è sempre una o due persone alla volta. Ci alternavamo: appena si finiva con uno si passava, e nel frattempo si flirtava con un altro“.

Subito dopo l’Academy è arrivato il debutto con nomi che pesano, un salto notevole per chi aveva iniziato da così poco. “Ho iniziato direttamente con Vixen, che è una delle più grandi produzioni al mondo, poi Blacked e altre“. Le riprese, tra Portogallo e Spagna, le hanno mostrato il livello di cura di certe produzioni. “Vixen e Blacked sono molto precisi. Si iniziava la mattina presto, il trucco, i capelli, l’outfit doveva essere perfetto, e si girava tutto il giorno. Se c’era anche un minimo dubbio, pure sulle luci, si rifaceva“.

Un approccio agli antipodi rispetto ad altre esperienze più sbrigative. “Mi è capitato in altre produzioni di girare e firmare i documenti in trenta o quaranta minuti“. La differenza, per lei, si vede nel risultato. “Con Vixen è uscito un video di trenta-quaranta minuti, con tutta la parte della storia iniziale. Lì sono rimasta davvero soddisfatta“.

A giocare a suo favore, oltre alla bravura, è stata la naturalezza della sua immagine, un tratto che le produzioni cercano. “Sono tutta naturale, non ho niente di rifatto, non ho tatuaggi.” Un’estetica giovane e genuina che, come si sottolinea nel podcast, è particolarmente ricercata per certe scene.

Gli insulti per essere partita troppo in alto

Il paradosso della storia di Shelena è che il suo esordio fulmineo, invece di essere accolto con entusiasmo, le è valso critiche pesanti. Entrata nel settore senza conoscerne quasi nulla, si è ritrovata bersaglio di attacchi proprio per aver debuttato con produzioni ai vertici. “Non conoscevo niente di niente. Quando ho fatto Vixen ho letto gente che mi insultava, addirittura, perché avevo iniziato con una produzione troppo grossa, dove altre ragazze avevano provato a girare senza riuscirci dopo anni di lavoro“. Erano commenti che circolavano online, alcuni particolarmente duri. “Ho visto proprio degli insulti pesanti“.

È un aspetto che dice di gestire senza farsene condizionare, come i pregiudizi più comuni sul sex work. “Le persone parlano, ma loro parlano e loro si sentono“. Anche sul piano delle amicizie qualcosa è cambiato. “C’erano amici e amiche che prima facevano la bella faccia e poi si sono allontanati e parlavano di me. Ma non mi frega niente“. In famiglia, invece, ha trovato accoglienza. “Con i miei non è cambiato nulla, siamo a postissimo“.

Dietro l’immagine di un lavoro facile, rivendica sacrifici concreti. “Non sanno tutto il lavoro che c’è dietro. Mi alzo la mattina presto e a volte vado a letto alle tre o alle quattro per rispondere alle chat. Dormo quattro ore e ricomincio. Non c’è il giorno libero, è un lavoro a tutti gli effetti“.

Colleghi, riferimenti e riconoscimenti

Sul set Shelena ha costruito rapporti che a volte nascono nei modi più insoliti. Il primo incontro con Raul Costa, oggi tra i suoi preferiti, è avvenuto proprio girando. “Ci siamo conosciuti direttamente sul set, mentre stavamo scopando. Lui mi fa: piacere“. Tra le colleghe cita Layla Scarlett, con cui è rimasta in buoni rapporti dopo aver lavorato insieme a Budapest. E come punto di riferimento indica un nome preciso, apprezzato soprattutto per l’atteggiamento verso il mestiere. “Mi piace molto Valentina Nappi, dal punto di vista della mentalità più che altro. Lavora benissimo e la stimo in tutto“.

A chi vuole entrare nel settore consiglia consapevolezza prima ancora che ambizione. “Il consiglio è di non farlo solo per soldi, perché i soldi arrivano solo se lavori bene e ci metti la testa. Serve maturità, informarsi, parlare con chi lavora già nel settore e rivolgersi a produzioni vere. E bisogna stabilire i propri limiti“.

In pochi anni il suo nome è entrato con regolarità tra le nomination dei premi internazionali. Il riconoscimento che pesa di più è quello che guarda a lei come performer nel suo complesso: agli AVN Awards 2026 è candidata come Best New International Starlet, categoria che si affianca alla nomination come Hottest Studio Newcomer agli AVN Fan Awards. A queste si aggiungono i premi legati alle singole scene, comunque significativi: agli AVN 2025 era già stata candidata per la Best International Boy/Girl Sex Scene con Vixen, mentre agli XMA Europa Awards 2025 era arrivata la nomination per la Best Sex Scene nella categoria Orgy/Group, con una produzione di Rocco Siffredi.

Riconoscimenti che, ammette, vive con grande leggerezza. “L’ultima nomination l’ho scoperta perché un amico mi ha mandato gli auguri. Non avevo capito, ho messo solo un like al messaggio. Poi dopo due o tre giorni ho visto che ero stata candidata davvero“.

Per scoprire di più su Shelena, puoi recuperare l’episodio del PRN Podcast. La puntata 108 è disponibile su Spotify e su tutte le piattaforme.