Quando l’avevamo avuta ospite al PRN Podcast, nel 2023, Marika Milani era una new entry arrivata da pochissimo nel porno, che si raccontava timida e ancora sorpresa dalla piega che aveva preso la sua vita. Da allora è diventata una delle performer più seguite d’Italia, eppure, a sentirla parlare oggi, quella ragazza è rimasta la stessa: timida nella vita di tutti i giorni, sicura e concentrata solo quando si accende la telecamera.
È cambiato il resto, però. Marika ha scelto una strada che va controcorrente rispetto a un settore che rincorre i numeri: meno scene professionali, più spazio ai suoi fan e ai progetti nati con loro, come Fantamarika e Marika&Friends, e una vita lontana dalle dinamiche tra colleghi, nella sua campagna e in mezzo ai suoi animali, condividendo il suo quotidiano con chi la segue su Instagram e sul suo OnlyFans. Una performer che non ha paura di far sentire la propria voce, dalla questione dei controlli sanitari fino al suo giudizio sui tour.
L’abbiamo intervistata per farci raccontare questo momento del suo percorso: come tiene insieme set e amatoriale, cosa cerca davvero nei video con i fan, come guarda alle ragazze che entrano adesso in questo mondo, e dove vuole arrivare da qui in avanti.

Al PRN Podcast eri arrivata da poco e ti raccontavi timidissima, dicendo che però davanti alla telecamera ti trasformavi. Oggi che sei tra le più seguite d’Italia, quanto è cambiata quella ragazza lì?
Non molto. Sono sempre rimasta me stessa: non ho mai costruito un personaggio, quindi sono ancora quella ragazza timida. Lo possono confermare anche le persone che mi conoscono fuori dal lavoro, che restano sempre stupite da quanto io sia timida nei rapporti. Sul lavoro, invece, il focus è portarsi a casa la scena perfetta: lì sono molto concentrata e, ovviamente, ho molta più sicurezza in me stessa.
Come si divide, in questo periodo, il tuo lavoro tra le grandi produzioni e l’amatoriale?
Quest’anno purtroppo mi sono dovuta dedicare molto alla mia vita privata, perché è stato un anno un po’ particolare. Per questo non ho lavorato con le produzioni e mi sono concentrata di più sul mio OnlyFans, quindi sulle scene amatoriali. Ma spero di tornare prestissimo sul set.

Test e controlli sanitari sono il cuore di questo lavoro, e sull’attenzione dei creator italiani girano pareri molto diversi. Tu come li gestisci? Credi ci sia sufficiente attenzione fra i tuoi colleghi e colleghe?
È un argomento delicato. Secondo me no, non viene data la giusta attenzione ai controlli sanitari e alle malattie sessualmente trasmissibili. Noi dovremmo essere d’esempio, soprattutto oggi, in un momento in cui ai giovani si parla ancora troppo poco di sessualità. Invece, sia tra i creator sia tra gli attori professionisti, questa attenzione secondo me manca. Penso che per molti sia una gara a chi si porta a casa più scene e più premi: si lavora tantissimo, quando forse bisognerebbe fermarsi un attimo e gestire meglio questi controlli.
I tour amatoriali sono diventati diffusissimi in questo ambiente. Come vedi questa formula?
Mi fanno un po’ ridere, anche perché, come ho già detto in altre interviste, io li considero dei “fake tour”. Non posso negare però che all’inizio siano stati un boom e, diciamo, una bella iniziativa. Poi, però, la cosa è diventata abbastanza ridicola.
A un certo punto hai iniziato a girare video direttamente coi fan, il progetto che hai chiamato Marika&Friends. Com’è nato?
È nato tutto dal semplice fatto che, da quando ho iniziato, tantissimi fan mi chiedevano di poter girare un video con me, o semplicemente di venire a letto con me. Siccome al di fuori del lavoro non faccio incontri, ho deciso di avviare questo progetto: dare all’altra persona la possibilità di vivere un’esperienza con me, e a me quella di portarmi a casa un video. Così è nato Marika&Friends: la gioia, per i fan, di passare del tempo con me, di conoscermi fuori dalle piattaforme e di vedermi dal vivo… e poi, insomma, di passare insieme dei momenti di fuoco.

Tra una richiesta e il set, però, c’è di mezzo parecchio. Cosa serve, in concreto, perché un video con un fan si faccia davvero?
Prima di girare c’è sempre un momento di conoscenza: si mangia qualcosa insieme, si parla, si chiacchiera. E comunque si tratta sempre di fan che ho imparato a conoscere nel tempo, perché sto girando soprattutto con fan “storici”, che mi seguono da tantissimo. Così, una volta che accendo la videocamera, è come se il telefono non ci fosse.
Dopo anni di set professionali o con altri creator, girare con un fan dev’essere un’altra storia. Cosa ci trovi che su un set organizzato non c’è?
La naturalezza. È proprio questo il bello di girare con un fan: non è un professionista, non decide la posizione, non stabilisce prima cosa fare durante il video. Io appoggio il telefono, attivo la videocamera e tutto succede in modo naturale, senza niente di prestabilito. È tutto molto più sciolto, molto più spontaneo e molto più bello.

Hai inventato Fantamarika, un fantacalcio dove i fan si sfidano in classifica e chi arriva primo si guarda una partita con te. È un’idea fuori dagli schemi per il tuo settore: da dove ti è venuta, e perché proprio il calcio?
È nata dal fatto che ho sentito moltissime amiche, o comunque ragazze, lamentarsi che quando inizia la stagione calcistica i loro compagni le trascurano. A volte questi poveretti sono costretti a scegliere tra il calcio e la figa… e allora mi sono detta: perché no? Perché non unire le due cose e avere piacere da entrambe le parti? Così è nata questa iniziativa: un gioco divertente, con premi divertenti, in cui i miei fan si divertono un sacco.
Hai girato sia sui set europei sia su quelli americani. Da dentro, cosa cambia sul serio tra i due modi di lavorare?
C’è una grandissima differenza. Innanzitutto le scene europee sono molto più strong, quelle americane molto più soft. Io preferisco il metodo americano, perché le scene sono molto più divertenti, a volte addirittura romantiche, mentre in Europa, a parer mio, non hanno niente di romantico. Certo, dipende da produzione a produzione: ci sono produzioni europee che fanno anche scene soft, ma non sono la maggior parte. La maggior parte punta molto di più sullo strong.

Si dice che in questo ambiente giri parecchia competizione. Com’è il tuo rapporto con gli altri performer?
Io lo definirei quasi nullo. Mi sono sentita dire parecchie volte che “sto sulle mie”, come si dice a Milano. Semplicemente, mi hanno pugnalata alle spalle tantissime volte, e non ho mai creduto nell’amicizia sul lavoro. Con alcune colleghe ho comunque un bellissimo rapporto, ma si contano sulle dita di una mano.
Ci sono state esperienze in cui moltissime mi hanno pugnalata alle spalle o mi hanno eliminata senza nessun motivo, e io mi ritengo la persona più buona del mondo: non ho mai parlato male di nessuno. A volte questa cosa fa male, perché ti chiedi cosa hai fatto per meritartelo. Per questo ho deciso di stare lontana dai miei colleghi. Sto bene nella mia campagna, con i miei animali che mi danno tantissimo affetto, quindi non mi sento per niente sola. Ho le mie amicizie: il lavoro è lavoro e la vita privata è vita privata.
Nel settore adult stanno entrando ragazze sempre più giovani. Come lo stai vedendo cambiare questo mondo?
Secondo me sta cambiando in peggio: c’è pochissima consapevolezza di quello che si va a fare. Io ho iniziato tardi, a 28 anni, con alle spalle tantissime esperienze di vita che mi hanno portata ad avere la testa sulle spalle. Nelle ragazze giovani di oggi non vedo questa consapevolezza: vedo una mentalità che punta ai soldi facili. E non è assolutamente così. Questo rovina tantissimo il lavoro di chi, professionalmente, ci mette tutto se stesso.

L’ultima volta ci avevi raccontato la passione per i viaggi e le immersioni, fino al sogno di scendere in gabbia con gli squali bianchi in Sudafrica. Da allora dove ti hanno portata i viaggi, e c’è qualche progetto a riguardo che hai in mente?
Purtroppo, come dicevo, è stato un anno particolare in cui mi sono dovuta concentrare sulla mia vita privata, quindi non c’è stato nessun viaggio. Ma da gennaio spero di potervi portare con me nei viaggi che ho in programma. Non posso assolutamente spoilerare nulla: sono posti particolari, dove non sono mai stata, e so che piaceranno a tutti. I miei fan sanno che amo la natura selvaggia… quindi sarà una grandissima sorpresa.
Diciamo che non è un vero e proprio progetto, ma qualcosa di più personale, che ho iniziato nel mio piccolissimo l’anno scorso, quando sono stata in Madagascar. Nei miei viaggi la vacanza è concentrata soprattutto sul girare i posti: scoprire nuove culture, vedere come vive davvero la gente e di cosa hanno davvero bisogno queste persone, e anche gli animali, perché per me non c’è alcuna differenza. Mi piacerebbe fare qualcosa in prima persona, con l’aiuto delle persone che ho vicine, ma vorrei coinvolgere anche i fan in questo, tra virgolette, “progetto”. Nei miei prossimi viaggi vi farò capire meglio cosa ho intenzione di fare.
Tua mamma, fin dall’inizio, ti ha sostenuta, anzi è stata lei a spingerti a buttarti. A distanza di anni, com’è oggi quel rapporto?
Nonostante gli errori di percorso, che capitano in tutti i lavori e non solo nel mio, lei mi sprona sempre a fare di più. Io purtroppo sono pigra, soprattutto sui social: sono fatta così, non faccio a gara a chi ha più follower o più visualizzazioni. Oggi questa cosa viene considerata fondamentale, e dal punto di vista lavorativo lo è di sicuro. Quindi sì, potrei fare molto di più, e lei ha ragione… ma io sono fatta così.
Guardando avanti, cosa vuoi ancora costruire?
I miei fan lo sanno: io sono la ragazza della porta accanto. Non ho grandi pretese nella vita, e comunque sto bene. Dopo quest’anno particolare, e dopo qualcosa che tutti sanno essere successo non molto tempo fa e che sicuramente mi ha un po’ frenata, sono certa che tornerò presto più forte di prima. E con il sostegno di mia mamma farò grandissime cose. Non sono qui a millantarle, ma sono sicura che, zitta zitta, stupirò tanto.

Marika Milani resta una delle interpreti più amate della scena italiana proprio perché sceglie la direzione opposta a quella di molte: non la rincorsa alle visualizzazioni, ma un rapporto autentico e diretto con chi la segue da anni, costruito su esperienze e progetti pensati su misura per la sua community. Tra un ritorno sul set che si augura imminente, i nuovi viaggi in programma da gennaio e le iniziative che porta avanti con i suoi fan, il suo percorso sembra pronto ad aprire un nuovo capitolo.
La ringraziamo per essere tornata a raccontarsi con noi. Per seguirla e vivere da vicino i suoi progetti, da Fantamarika a Marika&Friends, potete trovarla su Instagram e sul suo OnlyFans.


